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Bodycount, arrivano i dettagli da OXM

Postato da Snowball 8 marzo, 2010

Bodycount

Questo è un post che merita grande attenzione, soprattutto perché mi sono fatto un culo così a tradurre tutto quanto ho raccolto in rete. Ma per il seguito morale di Black, al secolo Bodycount, è un sacrificio che faccio volentieri, soprattutto perché il primo a rincorrere il sogno di tornare a provare quelle sensazioni viscerali giocando ad un FPS, è proprio il sottoscritto.

Ieri vi ho anticipato che, come già annunciato, il nuovo numero di Official Xbox Magazine, avrebbe contenuto in esclusiva mondiale, la presentazione ufficiale di Bodycount.

Ma che cos’è Bodycount e perché dovrebbe essere degnato di particolari attenzioni?

Si tratta del titolo voluto e creato da quello Stuart Black diventato “famoso” per aver dato vita all’FPS più tamarro della storia recente dei videogiochi. Ma questa volta tamarro non vuole avere una connotazione negativa. In Black (il gioco si chiamava come l’autore, grande lezione di umiltà!) sparare con quelle armi ti faceva sentire veramente come se nelle tue vene scorresse sangue e polvere da sparo.

Black non era un capolavoro per tutti, la stessa critica credo l’abbia giudicato con un voto che andava dal 7 all’8 ad essere generosi, con nessuna recensione da strapparsi i capelli. Eppure se avete giocato Black e lo avete giocato bene, non potrete non ricordare con enorme entusiasmo il grado di immedesimazione, atmosfera e sfida che quel titolo ha saputo portare su XBOX e PS2. Oltre che un comparto tecnico che ancora oggi non sfigura davanti a produzioni attuali. Provare per credere!

Ma adesso parliamo di Bodycount, perché qualche fortunato possessore di un abbonamento a OXM ha già ricevuto la sua copia e ha diffuso una serie di notizie da bava alla bocca.

Le vado a proporre così come le ho raccolte, sottoforma di un elenco disordinato di informazioni sintetiche:

- Una delle priorità del team di sviluppo di Bodycount durante la fase di realizzazione del titolo è stata quella di creare un arsenale di enorme impatto, più viscerale e appagante di quanto visto nei prodotti della concorrenza. Per Black ed amici, l’arma imbracciata in un FPS è come la racchetta tenuta in mano dal tennista; è da lì che passano tutte le sensazioni ed è quello il primo aspetto da curare maniacalmente per offrire al giocatore emozioni intense ed un’esperienza degna di tale nome.

- Il gioco includerà sia una modalità single player che una online suddivisa tra tipologie di gioco competitive e cooperative (un po’ come accade in Modern Warfare 2)

- Il team di sviluppo ha bocciato le palette di colori tra il grigio ed il marrone molto inflazionate nei titoli recenti su console di nuova generazione per applicare al proprio gioco uno stile di gradazione di colore molto più “Hollywoodiano”. Questo include ad esempio l’adottare per le aree africane di Bodycount un marcato utilizzo del verde che forse non sarà necessariamente realistico, ma che permetterà una resa visiva molto pulita ed appagante.

- Una delle vere peculiarità di Bodycount, e secondo il team la vera forza del titolo, sarà la possibilità di poter letteralmente aprirsi varchi negli edifici senza avere mai un percorso predefinito. Potremo buttare giù un muro per accedere ad un palazzo e fare lo stesso per uscirvi. Sembrerebbe essere questa, una forma ancora più evoluta di quanto già non accada in Battlefield Bad Company 2.

- Impersonerete un soldato di ventura, un mercenario senz’anima che, ingaggiato da servizi segreti, verrà spedito in una zona di guerra a debellare uomini e strutture legate alla Target, un’organizzazione senza scrupoli. Peccato che gli Oscar li abbiano assegnati ieri perché ci scappava la Miglior Sceneggiatura qui, per originalità.

- Durante la parte iniziale del gioco, ambientata in un aeroporto, sarete sedati e perderete conoscenza. Sarà l’aria che vi sbatte sul viso a svegliarvi, dal momento che siete stati scaraventati giù da un aereo in volo, per vostra fortuna con tanto di paracadute.

- Sarete guidati da tre voci femminili che vi contatteranno (voi non potrete farlo) durante il susseguirsi delle missioni del gioco. Le tre ragazze lavorano per un capo che risponde al nome di Handler.

- I vostri angeli custodi non si limiteranno a ragguagliarvi con informazioni circa il livello che state per affrontare, ma vi forniranno anche dettagli sull’ubicazione delle armi delle quali potrete servirvi. Questa scelta, già vista in Black, la trovo assolutamente indovinata; lo sviluppatore del gioco sceglie in questa maniera quali siano le armi che potrete e non potrete usare livello dopo livello, obbligandovi a scelte tattiche necessarie per affrontare al meglio quanto vi aspetta. Anche questa decisione degli sviluppatori è riconducibile alla volontà di rendere il gioco quanto più spettacolare possibile. Una sorta di regia dall’alto che supervisiona le nostre scelte.

- Il gioco si dipanerà in 3 differenti macro locazioni. Per ora quella africana è l’unica svelata.

- La distruzione degli ambienti, ancor più di quanto non accada in Bad Company 2, è la vera colonna portante di Bodycount. Il lavoro svolto nello sviluppare questo aspetto è mastodontico e alla prova dei fatti regalerà grande coerenza con ambienti che vengono demoliti pezzo per pezzo, mattone dopo mattone, con detriti via via sempre più piccoli a seguito di esplosioni continuate.

- Confrontando il titolo in oggetto ad un altro grande esponente del genere, Killzone 2, il sistema di distruzione di Bodycount risulterà molto più accurato di quello già impressionante offerto nel gioco di Guerrilla e permetterà a molti la demolizione di molti più oggetti.

- Se non vi bastasse la mole di devastazione che vi porterete dietro, sarà possibile chiamare attacchi aerei per mano di elicotteri super armati o ancora droni controllati da postazioni remote. Le azioni di questi, raderanno praticamente al suolo l’ambiente in cui starete combattendo, rendendo il tutto ancora più spettacolare.

- Per creare una sorta di gratificazione nel giocatore (in stile ancora una volta Modern Warfare 2), all’uccisione di un nemico si innescherà una sequenza (combo) che potrà essere continuata con nuove kill fino a raggiungere gli obiettivi più complessi e di conseguenza sbloccare nuove abilità per il personaggio, oltre a una serie di giochi aggiuntivi, tra cui una modalità nella quale dovremo assassinare degli obiettivi che ci verranno indicati.

- Come già indicato dallo stesso Stuart Black qualche tempo fa, il gioco proporrà un nuovo ed evoluto sistema di copertura che permetterà al giocatore di utilizzare i comandi analogici per sporgersi e letteralmente sbirciare da dietro gli angoli.

- Enorme importanza è stata data dal team anche all’intelligenza artificiale, la vera sfida di questo Bodycount insieme al sistema di distruzione degli ambienti. Se doveste distruggere la copertura di un nemico, questo si ingegnerà immediatamente per non rimanere accucciato e scoperto diventando un facile bersaglio per la vostra arma, provando magari a cercare un altro luogo di riparo o comunque adottando una tattica consona con la situazione di gioco.

- In ultimo, forse l’unica brutta notizia dell’articolo di OXM, il gioco viene confermato essere ancora ad un livello di sviluppo poco più che iniziale.

Per ulteriori dettagli, ma soprattutto per vedere anche qualcosa di Bodycount attraverso immagini ingame ed altro ancora, vi rimando alle scansioni dell’articolo che pubblicherò non appena saranno diffuse.

Le aspettative per questo titolo sono alle stelle. Black 2 sta davvero arrivando.
Questa volta però, si chiama Bodycount!

Ah, del momento che i lettori più giovani o distratti potrebbero non conoscere questo Black che io continuo a citare come un ossesso e siccome questo articolo non ha né immagini, né video, quale miglior occasione per riproporvi la intro del titolo in questione? Ecco, pensate che Stuart Black è la mente malata che sta anche dietro a questa introduzione al titolo e tenete presente che questa roba girava su PS2 e XBOX…

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