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Dante’s Inferno – Provata la demo. Clone niente male, ma non scomodiamo gli dei…


Parto con una premessa. Me lo aspettavo brutto, anzi, me lo aspettavo peggio. Per una serie di motivi: prima di tutto Amico di Sempre (ADS da qui in poi) me ne aveva fatto una recensione al day 1 (della demo, disponibile per ora solo sul PSN americano su PS3) abbastanza fredda e composta. Non che mi avesse detto “fa cagare”, ma il suo prenderne le distanze non mi aveva entusiasmato. Considerando soprattutto che i miei e i suoi gusti spesso coincidono in maniera sinistra.
Mettiamoci poi il motivo che vale credo per tutti: sin dai primi video rilasciati, questo titolo appare come un esercizio che sa molto di copia e incolla di quel mostro sacro che è God of War (il terzo capitolo, nel caso specifico). Ma non nel senso di “prende spunto da”, ma piuttosto ricorda quando a scuola mi copiavo il compito di matematica di Baciocchi con la differenza che lui sapeva cosa stessa scrivendo, io no. Quando poi la prof mi chiamava perché le spiegassi cosa intendevo con quella virgola messa tra le due parentesi, non ero pronto a giustificarmi ammettendo che avevo copiato anche un pasticcio del compagno secchione e il delitto perfetto andava a puttane.
Comunque, andiamo al punto. Ieri, pigramente, mi sono scaricato la demo. Un giga e rotti scaricati e installati in una mezzoretta. Lancio la demo, sinceramente molto distratto e annoiato. Partiamo dai menù e dalla intro. Tutto è confezionato molto bene. Trasuda immediatamente una cura nei dettagli e nella rappresentazione, molto evocativa di tutto quello interessa l’universo dantesco, gravido di citazioni letterate ed immagini molto ispirate.
Si passa al gameplay. Ahah! Rido, ma non perché sia brutto, tutt’altro. Ma proprio perché, come detto sopra, se fossi Dave Jaffe non saprei se sentirmi arrossato o preso per il culo.
Arrossato perché il titolo appare quasi come una citazione continuativa all’universo God of War dal quale prende a pienissime mani. Preso per il culo per il motivo che a tratti appare di giocare ad un clone così spudorato (anche in dettagli che sarebbero potuti e dovuti essere differenti per principio) dell’action game per definizione che viene da chiedersi se non sia tutto uno scherzo.

Non mancano trovate interessanti (dire originali mi parrebbe davvero un termine fuori luogo), come lo skill tree che sembra preso paro paro dal bellissimo Dead Space (sempre loro), se vogliamo i personaggi sono caratterizzati anche piuttosto bene, la stessa Morte ed il combattimento con questa non è malvagio, tutt’altro, eppure il gioco in questa generosa mezz’ora sembra non avere molto da dire se confrontato con il titolo a cui si ispira.
Vi ricordo che un confronto è facilmente proponibile quasi a tutti, dal momento che la chiave per la demo dell’E3 di God of War è stata mandata ad una grande maggioranza degli utenti Playstation registrarti sul PSN. Questo comporta che anche i più confusi, non dovranno fare altro che ricaricare (o scaricare) la demo perché il responso (spietato) possa mostrarsi nella sua totalità.
Dante’s Inferno non è un brutto titolo, anzi. Ma resta, cito ADS (che a sua volta cita un grande classico che non sto a menzionare), un altro campionato se confrontato alle vicende di Kratos. Probabilmente anche al primo, già leggendario capitolo (che ricordo che da qualche settimana può essere giocato nella sua versione re-mastered in alta risoluzione).
Insomma bocciato? No, assolutamente. A me sta demo non è dispiaciuta. Anzi, aspettandomela più brutta non ha mancato di piacermi. Ma con le dovute premesse e con il rimprovero che avrebbe, a mio avviso, dovuto provare a distinguersi di più dalla sua illustre musa ispiratrice.
Considerando che Dante’s Inferno vedrà la luce solo qualche settimana prima di God of War III, potrà servire tuttalpiù a scaldarsi le mani, in attesa dell’ultima portata della vera trilogia di riferimento dei giochi d’azione di questa next gen.
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